stasera, qui in via watt, guardavo roberto saviano che però non era in via watt, era alla televisione.
parlava, saviano; e lo faceva con la sua solita perizia, con forza, con coraggio, ma soprattutto con la voglia di farlo. raccontava storie saviane, cioè terribili, ancor più perché vere. poi, però, mi sono distratto. ho cominciato ad osservare la sua testa, la forma della testa. il cranio glabro, lucido. un cranio concentrato. un cranio - cranio. ho notato, osservandolo bene, che ha un piano in più il suo cranio, una specie di protuberanza in cima, verso l'alto. quasi fosse un soppalco. ecco si, un soppalco del cranio. poi sono tornato ad ascoltarlo, fino alla fine, fino al sospiro suo tipico finale, in cui riprende tutto il fiato, tutta la pace.
ed è allora che ho realizzato che il suo pezzo in più, il suo soppalco, è pure arredato.
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