chi è un fumatore lo sa: quando arriva arriva e se non ne hai, scendi a comprarle.
così è capitato l'altra notte, in via watt; il ragazzo scende e percorre la strada a piedi, verso il distributore automatico di sigarette. è molto tardi, notte piena, e non passa nessuno. il freddo taglia le mani e così il ragazzo le mette in tasca, si cala più forte il cappello di lana sulla testa e stringendosi nelle spalle, attraversa le strade che da via watt lo portano al distributore automatico.
forse era sovrappensiero, però ha attraversato la strada nel momento in cui un altro ragazzo, fumando, ubriaco, alla guida della sua auto, ha deciso di cambiare strada e girare, di colpo, a destra.
lo ha preso in pieno ed è morto lì, col desiderio di fumare.
se non ci fosse la morte, verrebbe da fare una battuta. verrebbe da dire che fumare fa male, è vero.
però: e se non fosse una sigaretta ma un desiderio più ampio, sicuramente più nobile?
allora si direbbe che desiderare fa male?
che sognare fa male?
la risposta a pensarci bene è no. non fa male, ma è rischioso.
d'altra parte, conoscete un altro modo di stare al mondo?
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