Stefano è arrivato in anticipo e continua a far
finta di guardare il letto in vetrina, ma in verità si specchia per verificare
che sia tutto a posto.
Questi suoi capelli scemi non li ha mai
sopportati, sempre in disordine, sempre dispari rispetto alla sua faccia e
ormai mezzi grigi.
Gli sudano le mani.
Le mani sudate, i capelli spettinati, che altro
ci sarà di lui che non va?
Chissà che direbbe Silvana a saperlo lì, al
primo appuntamento preso su una chat per single. “Sei stato sempre un po’
patetico Stefano. Anche quando eravamo sposati...”. Direbbe così Silvana, severa
come sempre, lontana. Invece a lui è piaciuto il sorriso della fotografia di
Stellina 74 che tra poco uscirà dalla scala mobile della metropolitana.
“Non ce la facevo più Silvana. Ero stanco di
mangiare da solo, di parlare da solo, di guardarvi - voi, gli altri - camminare
tenendovi per mano”.
Adesso ha le farfalle nello stomaco. Ma non
perché sia innamorato, che non lo è. È che dopo anni è tornato ad avere coraggio, fiducia.
“Eccola! No... Sembrava... Ma non è lei. Oddio
e poi, se non funziona?”
Può sempre sparire, pensa. Anzi, potrebbe farlo
subito perché sì, ha ragione Silvana. E poi che amore è l’amore chirurgico,
quello che viene fuori da un calcolo delle affinità fatte al computer. Ma no! L’amore
è casuale. L’amore è chimica, è mancanza di calcolo.
Andarsene, via! Adesso!
“Stefano?..”.
La voce arriva improvvisa, sottile, dalla parte
opposta da cui l’aspettava.
Il sorriso è più bello dal vivo e la faceva più
piccolina.
Un ricciolo le cade disordinato sul lobo e Stefano
non può ancora sapere che lo rimetterà a posto, con dolcezza, ma non subito.
Non ancora.
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