ogni volta che deve venire enrica, qui in via watt, io vado un po' in agitazione.
enrica è la signora che viene a fare le pulizie. è molto precisa. quasi tecnica.
si ferma sempre davanti alla mensola dei detergenti, quella che sta in bagno, e mi dice, con autorità e autorevolezza: questo sì, questo no, questo sì ma nella confezione cilindrica, questo perché? e mi guarda.
ma questo succede quando va via.
quando invece deve ancora arrivare, proprio in ragione di questo suo piglio sicuro, e anche per la mia coda di paglia, comincio a vedere se la casa è presentabile.
è un retaggio dell'infanzia, lo so.
allora comincio a togliere le briciole, a fare il letto benissimo, a rimettere in ordine la scrivania, a buttare le carte che stavano abbandonate su un tavolino e che non davano fastidio a nessuno.
e quando mi ritengo soddisfatto, scopro improvvisamente macchie di sugo sui fornelli e così mi metto a pulirli, ma a quel punto lo faccio bene e alla fine sono lucidi.
rasserenato, guardo le due stanze che compongono la mia casa, ora finalmente ordinata e decorosa per l'arrivo di enrica, la signora delle pulizie.
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