mercoledì 17 giugno 2015

Mario.

Si girò come per cercare qualcuno, ma non c'era nessuno e lui lo sapeva. Sapeva di essere solo. L'aveva anche voluto. L'aveva cercata, la solitudine, quasi fosse uno stato assoluto, purissima come l'acqua un attimo prima di lasciare la montagna e diventare fiume.
Lui, fiume lo era stato e aveva navigato, con tutto quello che comporta: una destinazione, o destino come dicono più propriamente gli ispanici, una partenza, del coraggio, l'intraprendenza e la lungimiranza. E infine la pazienza, quella che ci vuole per condividere la vita invece che berla tutta d'un fiato, e da solo, come aveva sempre voluto fare.
Quindi girò la testa e vide la corsia vuota e nessuno che lo guardava, o che gli parlasse o cercasse. Nessuno che lo volesse davvero.
Ricordò i fotografi, sul tappeto rosso della sua esistenza. I loro flash nelle notti veneziane. Ricordò i sorrisi, la vita dolce, le trattorie. Ricordò Miranda e la sua pelle bianca, il suo abbraccio umido, peloso e caldo, attorno a quello che era stato il suo pene, allora turgido e "enorme", come gli diceva lei arrotando la erre moscia.
Ricordò il desiderio di metterla incinta e tutta la vita che chiamava con sè quel desiderio, indipendentemente dal fatto che poi, lui, padre non fu mai.
Ricordò le luci, gli ottomila, i cinquemila watt. I "bruti" sparati a giorno su una distesa di case mentre lui, forte, presente e vivo urlava azione! e tutto si muoveva di conseguenza.
Vide il buio delle sale di montaggio. Gli aeroplani presi, i passaporti scaduti. Quella sensazione di esistenza che ti da l'ebrezza di un barbaresco mentre ti scivola in gola.
E il suo sorriso dolce, gli occhi stupiti, una margherita in bocca e il cuore di ragazza, un pomeriggio in cui rimase lì a guardarla giocare con un cucciolo di cane che le aveva regalato per avere il coraggio di dirle che era vecchio, "sono vecchio Margherita, non ti posso portare con me, non più".
Quel giorno capì che la vita è saper rinunciare senza malinconia. E' il qui e ora qualsiasi costo abbia.
E' il coraggio di perseguire un desiderio, perché non esiste altro se non quella fatica utile.
Era stata una vita, la sua. Non una farsa. E oggi, che abitava la corsia quasi dimenticato, capì che non ne aveva più voglia e che in quella condizione non c'era dignità, né rispetto per sé.

Il volo fu facile e brevissimo.

I giornali parlarono di incidente, ma poi dissero la verità e i suicidi vanno all'inferno.

Ma l'inferno non esiste, a meno che tu non passi la vita a nasconderti.

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