E' puro spettacolo di altissima classe. Non ci sono trucchi, è tutto mestiere, è tutto pensiero.
Guardandolo si vede "il lavoro". E mi è piaciuto perché non sono più abituato a vederlo, il lavoro. Nemmeno nel mio di regista pubblicitario, dove ormai non distinguo più un regista dall'altro perché sono tutti uguali. Qui ci sono personaggi che entrano in scena grazie a movimenti di camera che li scoprono. Qui si va da un primo piano a un totale gigantesco in un unico piano sequenza. Qui la luce è attrice e scrittrice. Una lampada che si spegne sul viso di Tom Hanks (immenso, ma si sa) "significa" qualcosa, è parte della storia. Qui si precipita da un U-2 e penserete, seduti sula poltrona, "chissà se mi salvo?". La storia vi appassionerà senza cambiarvi la vita, intendiamoci. Quella, se volete, ve la cambiate da soli. Ma perdersi nello sguardo intenso di un'attrice che è poco più che una comparsa eppure bravissima anche solo per una scena, mi ha ricordato che il cinema esiste ed è un mestiere e a volte sfiora la grande letteratura di genere. Ne avevo perso il ricordo a furia di immagini tutte uguali. Io sono uscito contento, mentre nella sala accanto mettevano in scena guerre. Stellari, dicono.
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