INT. - NEW YORK - RISTORANTE SAM MERROW - GIORNO
Carol e Therese entrano nel ristorante.
Accompagnate da un cameriere di cui vediamo solo le mani, si siedono una di fronte all’altra.
Il ristorante è in penombra e i tavoli sono illuminati da piccole abat-jour bianche.
Carol e Therese entrano nel ristorante.
Accompagnate da un cameriere di cui vediamo solo le mani, si siedono una di fronte all’altra.
Il ristorante è in penombra e i tavoli sono illuminati da piccole abat-jour bianche.
CAROL
Io prenderò la crema di spinaci con le uova in camicia.
Il cameriere intanto porge i menu.
CAROL
E un martini secco con un’oliva.
Therese apre appena il menu ma, forse a disagio, dice:
THERESE
Lo stesso per me.
CAMERIERE
Da bere o da mangiare?
Da bere o da mangiare?
THERESE
Entrambe le cose. Grazie.
Entrambe le cose. Grazie.
Carol prende una sigaretta guardando negli occhi Therese, come se non ci fosse altro da vedere al mondo. Poi chiede:
CAROL
Sigaretta?
Sigaretta?
THERESE
Sì, grazie.
Sì, grazie.
Carol fa accendere Therese che butta fuori il fumo senza sapere bene come si fa. Un sax suona piano in sottofondo e tu spettatore sai - perché lo hai visto prima - che fuori piove.
Poi Carol chiede a Therese:
Poi Carol chiede a Therese:
CAROL
Allora, che cognome è Belivet?
Allora, che cognome è Belivet?
THERESE
E’ Ceco. E’ stato cambiato. Prima era...
E’ Ceco. E’ stato cambiato. Prima era...
CAROL
Molto originale. E il suo nome di battesimo?
Molto originale. E il suo nome di battesimo?
THERESE
Therese
Therese
CAROL
Therese? Non Teresa?
Therese? Non Teresa?
THERESE
No.
No.
CAROL (come se nominasse Dio)
Therese Belivet. E’ adorabile.
Therese Belivet. E’ adorabile.
THERESE
E il suo?
E il suo?
CAROL
Carol.
Carol.
THERESE (ripete tra sé)
Carol.
Carol.
Le braccia del cameriere entrano in scena.
CAMERIERE
I due Martini secchi.
I due Martini secchi.
Carol e Therese brindano.
Therese si guarda intorno. Carol no, lei guarda negli occhi Therese.
Therese si guarda intorno. Carol no, lei guarda negli occhi Therese.
THERESE
Così pensava fosse stato un uomo a riportarle i guanti.
Così pensava fosse stato un uomo a riportarle i guanti.
CAROL
E’ vero. Pensavo fosse un uomo del reparto sci.
E’ vero. Pensavo fosse un uomo del reparto sci.
THERESE (sorridendo)
Mi spiace.
Mi spiace.
CAROL (toccandosi i capelli)
No, ne sono felice.
Dubito molto che sarei uscita a pranzo con lui.
No, ne sono felice.
Dubito molto che sarei uscita a pranzo con lui.
THERESE
Il suo profumo...
Il suo profumo...
CAROL
Sì?
Sì?
THERESE
Mi piace.
Mi piace.
CAROL
Grazie.
Me l’ha comprato Harge, anni fa.
Prima che ci sposassimo.
Lo metto da allora.
Grazie.
Me l’ha comprato Harge, anni fa.
Prima che ci sposassimo.
Lo metto da allora.
THERESE
Harge è suo marito?
Harge è suo marito?
CAROL
Bè, tecnicamente. Stiamo divorziando.
Bè, tecnicamente. Stiamo divorziando.
THERESE
Mi spiace.
Mi spiace.
CAROL(cont'd)
Ma no...
Ma no...
Carol guarda Therese. Qualcosa nel suo sguardo ci fa desiderare di essere seduti con lei.
Poi continua.
Poi continua.
E tu... abiti da sola, Therese Belivet?
THERESE (ridendo)
Sì! Bè, c’è Richard.
Vuole venire a stare con me. Vorrebbe sposarmi.
Sì! Bè, c’è Richard.
Vuole venire a stare con me. Vorrebbe sposarmi.
CAROL
Capisco.
Ti piacerebbe sposarlo?
Capisco.
Ti piacerebbe sposarlo?
Therese, confusa, guarda Carol. E’ come se si sentisse fuori luogo.
E infatti dice:
E infatti dice:
THERESE
So a malapena cosa ordinare per pranzo.
So a malapena cosa ordinare per pranzo.
Questo è il primo di una serie di dialoghi magnifici che troverete in CAROL, tratto dal romanzo di Patricia Highsmith.
L'omosessualità non c'entra niente, anzi rischiate di distrarvi. Come nel precedente - bellissimo - film di Todd Haynes "Lontano dal paradiso", ci vuole una piattaforma forte per raccontare. L'ha fatto anche Benigni ne "La vita è bella": l'olocausto non c'entrava nulla. Era un contesto , il più terribile, per mettere alla prova l'amore di un padre per suo figlio. Il cinema è fatto così: quando piove, diluvia.
Anche qui Haynes ci fa uscire dal politicamente corretto, col quale non si dice mai nulla di sensato, e ci fa andare al nocciolo del problema: cos'è l' Essere Umano di fronte alla passione ingovernabile, ancor più quando "proibita"? E' (anzi, siamo) piccoli, indifesi, fragili e vulnerabili. Quindi, Umani.
Ascoltarsi, conoscersi, avere paura, e poi (magari!) avere coraggio, seguire ciò che sentiamo e non ciò che pensiamo o crediamo "corretto", è il tema di questo bellissimo film, che ho avuto il privilegio di non vedere da solo, ma accanto alla persona più cara. Essere felici, o almeno il più possibile vicini all'idea che abbiamo di noi, è il compito di tutti. Se così fosse non staremmo a perdere tempo e tragedie dietro le guerre, la sfiducia e la diffidenza.
Remember: se non funziona, divorziate. Mi raccomando!
L'omosessualità non c'entra niente, anzi rischiate di distrarvi. Come nel precedente - bellissimo - film di Todd Haynes "Lontano dal paradiso", ci vuole una piattaforma forte per raccontare. L'ha fatto anche Benigni ne "La vita è bella": l'olocausto non c'entrava nulla. Era un contesto , il più terribile, per mettere alla prova l'amore di un padre per suo figlio. Il cinema è fatto così: quando piove, diluvia.
Anche qui Haynes ci fa uscire dal politicamente corretto, col quale non si dice mai nulla di sensato, e ci fa andare al nocciolo del problema: cos'è l' Essere Umano di fronte alla passione ingovernabile, ancor più quando "proibita"? E' (anzi, siamo) piccoli, indifesi, fragili e vulnerabili. Quindi, Umani.
Ascoltarsi, conoscersi, avere paura, e poi (magari!) avere coraggio, seguire ciò che sentiamo e non ciò che pensiamo o crediamo "corretto", è il tema di questo bellissimo film, che ho avuto il privilegio di non vedere da solo, ma accanto alla persona più cara. Essere felici, o almeno il più possibile vicini all'idea che abbiamo di noi, è il compito di tutti. Se così fosse non staremmo a perdere tempo e tragedie dietro le guerre, la sfiducia e la diffidenza.
Remember: se non funziona, divorziate. Mi raccomando!

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