lunedì 11 gennaio 2016

CAROL

INT. - NEW YORK - RISTORANTE SAM MERROW - GIORNO
Carol e Therese entrano nel ristorante.
Accompagnate da un cameriere di cui vediamo solo le mani, si siedono una di fronte all’altra.
Il ristorante è in penombra e i tavoli sono illuminati da piccole abat-jour bianche.
CAROL
Io prenderò la crema di spinaci con le uova in camicia.
Il cameriere intanto porge i menu.
CAROL
E un martini secco con un’oliva.
Therese apre appena il menu ma, forse a disagio, dice:
THERESE
Lo stesso per me.
CAMERIERE
Da bere o da mangiare?
THERESE
Entrambe le cose. Grazie.
Carol prende una sigaretta guardando negli occhi Therese, come se non ci fosse altro da vedere al mondo. Poi chiede:
CAROL
Sigaretta?
THERESE
Sì, grazie.
Carol fa accendere Therese che butta fuori il fumo senza sapere bene come si fa. Un sax suona piano in sottofondo e tu spettatore sai - perché lo hai visto prima - che fuori piove.
Poi Carol chiede a Therese:
CAROL
Allora, che cognome è Belivet?
THERESE
E’ Ceco. E’ stato cambiato. Prima era...
CAROL
Molto originale. E il suo nome di battesimo?
THERESE
Therese
CAROL
Therese? Non Teresa?
THERESE
No.
CAROL (come se nominasse Dio)
Therese Belivet. E’ adorabile.
THERESE
E il suo?
CAROL
Carol.
THERESE (ripete tra sé)
Carol.
Le braccia del cameriere entrano in scena.
CAMERIERE
I due Martini secchi.
Carol e Therese brindano.
Therese si guarda intorno. Carol no, lei guarda negli occhi Therese.
THERESE
Così pensava fosse stato un uomo a riportarle i guanti.
CAROL
E’ vero. Pensavo fosse un uomo del reparto sci.
THERESE (sorridendo)
Mi spiace.
CAROL (toccandosi i capelli)
No, ne sono felice.
Dubito molto che sarei uscita a pranzo con lui.
THERESE
Il suo profumo...
CAROL
Sì?
THERESE
Mi piace.
CAROL
Grazie.
Me l’ha comprato Harge, anni fa.
Prima che ci sposassimo.
Lo metto da allora.
THERESE
Harge è suo marito?
CAROL
Bè, tecnicamente. Stiamo divorziando.
THERESE
Mi spiace.
CAROL(cont'd)
Ma no... 
Carol guarda Therese. Qualcosa nel suo sguardo ci fa desiderare di essere seduti con lei.
Poi continua.
E tu... abiti da sola, Therese Belivet?
THERESE (ridendo)
Sì! Bè, c’è Richard.
Vuole venire a stare con me. Vorrebbe sposarmi.
CAROL
Capisco.
Ti piacerebbe sposarlo?
Therese, confusa, guarda Carol. E’ come se si sentisse fuori luogo.
E infatti dice:
THERESE
So a malapena cosa ordinare per pranzo.

Questo è il primo di una serie di dialoghi magnifici che troverete in CAROL, tratto dal romanzo di Patricia Highsmith.
L'omosessualità non c'entra niente, anzi rischiate di distrarvi. Come nel precedente - bellissimo - film di Todd Haynes "Lontano dal paradiso", ci vuole una piattaforma forte per raccontare. L'ha fatto anche Benigni ne "La vita è bella": l'olocausto non c'entrava nulla. Era un contesto , il più terribile, per mettere alla prova l'amore di un padre per suo figlio. Il cinema è fatto così: quando piove, diluvia.
Anche qui Haynes ci fa uscire dal politicamente corretto, col quale non si dice mai nulla di sensato, e ci fa andare al nocciolo del problema: cos'è l' Essere Umano di fronte alla passione ingovernabile, ancor più quando "proibita"? E' (anzi, siamo) piccoli, indifesi, fragili e vulnerabili. Quindi, Umani.
Ascoltarsi, conoscersi, avere paura, e poi (magari!) avere coraggio, seguire ciò che sentiamo e non ciò che pensiamo o crediamo "corretto", è il tema di questo bellissimo film, che ho avuto il privilegio di non vedere da solo, ma accanto alla persona più cara. Essere felici, o almeno il più possibile vicini all'idea che abbiamo di noi, è il compito di tutti. Se così fosse non staremmo a perdere tempo e tragedie dietro le guerre, la sfiducia e la diffidenza.
Remember: se non funziona, divorziate. Mi raccomando!

Nessun commento:

Posta un commento