Deciso ad andare in farmacia a prendere 'ste benedette pillole che mi ha ordinato il dottore, cammino quasi fischiettando per via watt, che è uscito finalmente il sole dopo quasi due settimane di pioggia. Fa fresco, ma l'estate è ancora qui. Voglia di un caffè, ma è tardi, poi non dormo. Sigaretta? Non ho l'accendino. Entro dal tabaccaio a comprarlo, che l'ultima volta dai cinesi ne ho trovati soltanto a fiori, o con strani animali che ti guardano sorridendo, come se essere un tabagista fosse divertente, o sano.
Insomma a me gli accendini della bic piacciono neri.
Così entro dal tabaccaio, e guardo un po' che c'è: i soliti fiori, gli animali che sorridono, qui trovo anche una variante con disegni Maori. Monocolori, neri o altro, niente.
"Scusi non ha accendini senza decorazioni? Sa quelli tutti neri..." chiedo.
"Quel che c'è è qui" mi risponde la vecchia tabaccaia, senza nemmeno guardarmi in faccia perché indaffarata a metter via francobolli.
"Vabbè, grazie" e faccio per uscire, quando sento "Così?".
Mi giro e vedo un ragazzo meno che trentenne, occhiali con una montatura nera spessa, canotta e tatuaggi e una faccia tutto sommato da futuro papà, che mi allunga un accendino bic nero, esattamente quello che cercavo.
"Tienilo, io ne ho un altro."
"No ma no... non so..."
"Massì figurati. E' un accendino".
"Ma, grazie!"
"E di ché".
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